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La base di tutto ciò è l'ascolto. Ascoltare il corpo e parlare ad esso. Parlare con il corpo dell'altro attraverso le mani e con le mani riportare lo spazio originario del respiro, del movimento, delle emozioni, della direzione della vita. Parlare con l'inconscio corporeo che sa la verità e farla emergere in libertà solo, quanto e quando il conscio è pronto a recepirlo. Quindi toccare con estremo rispetto del corpo e della mente. Un tocco ecologico.

Nelle sessioni il rapporto è individuale. Si lavora sulla persona, si lavora sulla "corazza caratteriale" andando a "manipolare" fasce muscolari, tensioni articolari, contrazioni profonde con tecniche via via più leggere. Più si va in profondità, più leggero diventa il tocco. Paradosso non è vero?

Impara l'arte del toccare con profonda umilta', preghiera.. E' la miglior cosa da imparare e quando l'avrai appresa…avrai trovato la strada per tornare a casa…(Osho)

Così ho proposto poche cose fondamentali nel Rebalancing: partire da sé,dal proprio corpo, dal proprio allineamento, dalla propria centratura, dall’ascolto delle parti da trattare,dal non fare nulla per alcuni secondi, per “chiedere”alle parti in questione ciò che realmente serve.

La prima sessione sara' un colloquio, per guardare, ascoltare, "sentire" la persona, badando a come entra, come si siede, come gesticola, quali parole sceglie e a cosa fanno riferimento.

Quanto era bello sentire dentro la voglia di ridere e piangere,saltare, correre, celebrare l'essere,esistere in quel preciso momento.Decisi che valeva la pena di conoscere a fondo quella tecnica tanto simile e al tempo stesso così diversa da quella che già usavo.Mi iscrissi al training di base, che consisteva in quattro intensi mesi di corso residenziale, convinta di imparare alcune tecniche.

Una maniera di toccare ed essere toccati fin nelle pieghe dell'anima per ritrovare la vera ragione "del nostro essere qui", lo stato naturale del silenzio della meditazione che permette di percepire la grandezza del nostro sé attraverso l'unico canale di verità che abbiamo: il corpo fisico.

Dopo un ciclo di sessioni….dal mio punto di vista, c'è l'impatto con il fuori da noi, la realtà, che spesso è "con-causa" dei nostri traumi. Ecco perchè il training a volte diventa un lavoro necessario per completare il lavoro emozionale.

Per come mi sento, ora, è un regalo che tutti dovrebbero farsi almeno una volta nella vita per capire quanto è bello esistere nel proprio corpo.

Come giocare col linguaggio…Ho coniato un modo di parlare del lavoro, sul e per il corpo, che parte da una considerazione "molto indiana".